mercoledì 1 febbraio 2017

MISTER NOIR: ATTENTATO AL CINEINDIPENDENTE (Un racconto)

Prologo 

Celle Ligure, giovedì 18 agosto 2011, ore 18.57
Mister Noir alzò lo sguardo, compì un giro di 360 gradi sulla propria possente carrozzina elettrica, indugiò qualche secondo fuori dalla Sala Consiliare del Comune, dove si stava inaugurando la 9^ Mostra Internazionale del Cinema Indipendente, organizzata, come ogni anno, dalla locale Associazione Progetto Cine Indipendente Onlus con il patrocinio del Comune di Celle Ligure.
Sui pannelli ai lati della porta, le locandine dei film in programmazione quella sera. Film di qualità che, non essendo prodotti dalle major, non avevano molte possibilità di entrare nella grande distribuzione.
All’interno, una folla di persone stava banchettando allegramente, ignari del pericolo che gravava su di loro.
Poi, lo vide. Entrò. E gli si avvicinò, mentre la sua mente lo riportò indietro nel tempo, facendogli ricordare i momenti salienti degli ultimi tre giorni.


1. Primo Tempo

Lunedì 15 agosto 2011, ore 11.45
La città, in estate, non era più deserta come un tempo. La gente, perfettamente solidale con la politica e l’economia, era in crisi, e non si permetteva più lunghi periodi di vacanze.
Solo i guai non vanno mai in crisi. E si trasferiscono, belli arzilli, nelle località di villeggiatura.
Come Mister Noir.
La S. Messa alla Parrocchia di S. Michele era finita, e lui, accompagnato da Consuelo Gomez, la sua domestica filippina, si stava avviando, sulla sua carrozzina manuale, verso la sacrestia, l’ascensore, e l’uscita laterale munita di scivolo, quando un uomo, veloce come un lampo, gli mise una busta da lettera in grembo dicendo “E’ per lei”, e si allontanò.

Per Mr. Noir confermò la scritta sulla busta.

A quanto pareva, i misteri l’avevano raggiunto anche lì.

Giunto in albergo, lesse la lettera.

Buongiorno, Mister Noir!…

“E come faceva a sapere che non l’avrei guardata di sera?!” commentò, ironico, l’investigatore.

Mi chiamo Riccardo Noia, e sono un critico cinematografico. Sto realizzando uno studio sui cosiddetti film “vacanzieri” italiani dagli Anni ’80 a oggi, e, negli ultimi giorni, ho fatto una scoperta che avrei preferito evitare. Sono già andato dalle autorità, ma non avevo abbastanza prove per convincerli. Lei è l’unica speranza. Venga oggi, alle 15, sul Lungomare Pertini; perché, se ho ragione, tra tre giorni, durante la serata inaugurale della 9^ Mostra Internazionale del Cinema Indipendente, ci sarà un attentato.

Il messaggio gli sembrava un  po’ delirante, ma non era la prima volta che qualcuno si rivolgeva a lui con delle dichiarazioni nonsense. “Vabbè, ho capito” disse il detective. ”Dovrò prendermi una vacanza dalla vacanza!”

Ore 14.57
Mister Noir, a bordo della sua possente carrozzina elettrica, stava attraversando la lunga galleria che conduceva al Lungomare Pertini, quando un uomo alto, calvo, e col volto ovale ma pieno lo fermò. “Salve, sono Riccardo Noia. E’ con me che ha appuntamento.”
“Le sembra un lungomare questo?” chiese sornione il detective.
L’uomo tirò fuori una grande busta gialla, e gliela consegnò. “Qui c’è tutto il mio studio” disse. Poi tacque, per sempre: un proiettile, sparato da una pistola silenziata, lo colpì alla schiena.
Mister Noir si girò e corse via zigzagando, mentre un nugolo di proiettili andava a infrangersi sonoramente sulle pareti di alluminio della galleria.

Martedì 16 agosto 2011, ore 11
Lo studio dello studio occupò diverse ore, perché il dattiloscritto in questione comprendeva tutti i titoli, i registi, gli attori, e i caratteristi di quei film. Unico indizio: Pasquale Di Natale, il caratterista che ricorreva più spesso.
Munito di computer con connessione wireless, Mr. Noir cercò informazioni sull’attore. Il suo ultimo film risaliva al 1990, a fianco di Max Cipollini, un attore-icona di quel genere di film.

Mercoledì 17 agosto 2011, ore 12.30
Mister Noir, nella sua stanza d’albergo, stava ascoltando l’intervista che Martin Zanchetta e Alfonso Cioce - rispettivamente Direttore Artistico e Presidente dell’Associazione - stavano rilasciando a Sabrina Calcagno di Radio Savona Sound.
Decise che doveva parlare con i due organizzatori. Se qualcuno ce l’aveva a morte con loro era probabile che Zanchetta, responsabile delle scelte dell’intero programma della Mostra, potesse dirgli qualcosa di interessante.

Ore 17.30
Mister Noir entrò nella Sala Consiliare del Comune ad interrogare Martin Zanchetta. La stanza era tutta ingombra di tavoli e manifesti. Il Direttore Artistico era seduto all’ingresso, e stava lavorando al computer.
In un primo momento ebbe un sussulto, poi si volse verso il disegno di Marco Giannuli che stavano utilizzando per pubblicizzare l’incontro letterario di sabato pomeriggio, e lo riconobbe: quell’uomo che gli era apparso davanti in giacca e cravatta in pieno agosto, era proprio lui: Mister Noir!
A quel punto, Zanchetta gli spiegò che la ricerca dei film avveniva attraverso appositi siti web; e che comunque era sempre lui a contattare gli autori, mai il contrario. Ma quando sentì il nome di Pasquale Di Natale, s’irrigidì. “Sì, l’ho conosciuto. Mi ha proposto una sorta di cinepanettone low budget che è riuscito a essere ancora peggiore di quanto prometteva il titolo.”
“E che titolo era?”
Martin Zanchetta lo guardò sconsolato. “Natale a Pasqua.”

Giovedì 18 agosto 2011, ore 0.30
Mister Noir si stava schiarendo le idee passeggiando sul Lungomare Colombo, quando gettò l’immancabile occhiata al Tutifruti, il locale preferito dal suo biografo anche per le deliziose cameriere, quando notò un’avvenente avventrice. Alta, anche da seduta, lunghi e lisci capelli castani, snella e abbronzata, che sembrava appena uscita da un film vacanzier-natalizio.
Era con un gruppo di ragazzi, e si muoveva in modo accattivante. Si prese i capelli con le mani, e se li fece ricadere con noncuranza sulle spalle. Un ragazzo grande e grosso, anche lui sulla passeggiata, la notò, fece un impercettibile cenno di assenso, e se ne andò.
Mister Noir notò tutto.


2. Secondo Tempo
Celle Ligure, giovedì 18 agosto 2011, ore 19
Quei tre minuti in cui era riuscito a riepilogare mentalmente tutto, erano stati fondamentali per Mister Noir. Si avvicinò al ragazzo grande e grosso, che aveva già notato al Tutifruti, ma, in quel momento, Martin Zanchetta annunciò l’inizio dell’incontro dedicato alle problematiche e alle soluzioni dei giovani che vogliono cimentarsi nella realizzazione di un film.
Il dibattito procedeva bene, Alfonso Cioce camminava con la telecamera riprendendo tutto. Alle spalle di Mr. Noir, il giovane nerboruto digitava forsennatamente sul proprio cellulare, ma quando i due ospiti mossero una leggera critica ai cosiddetti cinepanettoni, se ne andò.

Ore 20.04
A incontro concluso, Mr. Noir corse dai due organizzatori e chiese loro di mostrargli le riprese appena fatte. Se Alfonso Cioce aveva ripreso il ragazzo di spalle, forse dall’inquadratura era possibile vedere cosa stava scrivendo.

Seduti nel dehors del ristorante-pizzeria La Bussola, Pasquale Di Natale e Clementina - ovvero il ragazzo nerboruto e l'avvenente avventrice del Tutifruti - stavano cenando, sorridendo e guardandosi negli occhi. A pochi metri da lì, la sede dell’Associazione Progetto Cine Indipendente Onlus e di CreaTV li stava aspettando. Era lì che sarebbero andati ad azionare il detonatore; era da lì che, al culmine di una feroce ironia, il regista e la protagonista di Natale a Pasqua avrebbero fatto brillare la bomba mandando tra i firmamenti del cielo Martin Zanchetta, i suoi collaboratori, e tutti quelli che stavano assistendo alla 9^ Mostra Internazionale del Cinema Indipendente, provocando un boato che avrebbero udito sin da lì.

Ore 21.58
Suoni e inquietanti statiche elettriche riecheggiarono nell’anfiteatro, costringendo la bella e simpatica Noemi Pinna, da sempre conduttrice ufficiale della manifestazione, ad interrompere due volte l’annuncio del successivo lungometraggio, Terre rosse.
Fu alla terza statica che Martin Zanchetta, con espressione grave, le consegnò un comunicato da leggere. Noemi prese il foglio, e, cercando di disinvolgere il più possibile, avvisò che avevano appena saputo che il Cineindipendente era a rischio di attentato; ma comunque di non preoccuparsi, perché Mister Noir stava vigilando.
Il pubblico rumoreggiò, ma la fama del detective privato era tale da sedare qualsiasi panico.

Nella parte moderna della città, nella località chiamata Piani di Celle, i due complici, poco oltre la sede dell’Associazione e di CreaTV, erano in tilt, come il detonatore che, nonostante i forsennati tentativi di Pasquale Di Natale, non voleva saperne di funzionare.
La sirena dell’auto dei carabinieri li fece balzare per aria come una bomba.
Clementina si paralizzò con le mani in alto. Pasquale tentò uno scatto da centometrista; peccato però che, grosso com’era, risultò un bersaglio molto facile per Mister Noir, che, a fari spenti, lo investì di lato alla massima velocità, catapultandolo oltre la catena che delimitava l’ingresso dell’Associazione.


Epilogo

Celle Ligure, giovedì 18 agosto 2011, ore 23.48
Noemi uscì di nuovo sul palco, e annunciò che il pericolo era cessato e che Mister Noir aveva risolto il caso. L’idea di guardare le riprese di Alfonso Cioce era stata vincente: Di Natale aveva mandato un messaggio alla sua bella Clementina, dove risultava chiaro dove si sarebbero incontrati.
La conduttrice omise il piccolo particolare che, in quel momento, il celebre detective privato era di là con loro.
Lui aveva fatto ciò che sapeva fare: sventare un complotto. Non avrebbe salutato il pubblico che aveva appena salvato, né avrebbe partecipato di persona all’incontro di sabato pomeriggio che lo riguardava: quello l’avrebbe lasciato fare al suo biografo! Si limitò a firmare, aiutato da Noemi, un autografo a Marco-Blanka, l’infaticabile corriere coast-to-coast dell’Associazione nell’intera provincia savonese che aveva lanciato l’idea di dedicargli un incontro, e se ne andò a rilassarsi sulla passeggiata lungomare.


NOTA DELL’AUTORE

Il racconto che avete appena letto l’ho scritto nell’arco di pochi giorni, scrivendo soprattutto di notte, basandomi su ciò che avveniva durante questa manifestazione, che io seguo con passione sin dalla sua prima edizione.
E’ stato un gioco, sì, e deve essere preso come tale; ma io ho voluto farlo per ringraziare tutti gli amici dell’Associazione Progetto Cine Indipendente e di CreaTV, a cominciare da quelli che non ho citato, per tutti i momenti passati insieme in questi nove anni e per la bella opportunità che mi danno, oggi, di incontrarmi con tutti voi.
Un modo di ringraziare poco ortodosso ma molto sentito.
Un modo di ringraziare da scrittore, naturalmente!


©Sergio Rilletti, sabato 20 agosto 2011, ore 10.10

giovedì 8 settembre 2016

MISTER NOIR: CODICE K (Un racconto)

Gli occhi della giovane donna mora che era seduta di fronte a lui avrebbero sicuramente affascinato Mister Noir. Peccato, però, che fossero celati da un paio di occhiali da sole particolarmente grandi e scuri.
“So chi è lei, Mister Noir” gli disse, con voce calda e sensuale, porgendogli una busta, subito intercettata da Elena Fox, in piedi alla destra del detective, che con movimenti rapidi l’aprì.
“Non dubito che lei sappia chi sono io, dato che è qui!” rispose lui, a bordo della sua carrozzina, sorridendo con la sua tipica espressione da sfottò.
Nella busta c’era un foglio con una unica sigla: 2L84AD8.
“E questo cosa significa? Che oltre alle lettere, sta dando anche i numeri?” esclamò il detective.
“E’ un codice, che noi abbiamo battezzato Codice K. Consegnarcelo è stato l’ultimo lavoro di un nostro agente, prima di essere ucciso. Questa sera, all’Admiral Hotel, un agente dei servizi segreti inglesi chiamato Il Visconte passerà un programma a una spia tedesca, copiato probabilmente su una chiavetta USB. Un programma che, attraverso migliaia di codici come questo, può elaborare, ogni volta, un omicidio perfetto, sulla base dei parametri immessi. E noi, per il bene del nostro Paese e del mondo, non possiamo permetterlo!... Le chiediamo di andare a recuperare questo programma e di consegnarcelo.”
“E perché non incaricate qualche altro vostro agente?”
“Perché temiamo che li abbiano già scoperti tutti.”
“Ah! Complimenti per le grandi spie che avete!”
“E poi sappiamo che lei è un ottimo cacciatore di intrighi e di guai: come li stana lei, non lo fa nessuno!... A proposito,” concluse, sfilandosi gli occhiali e rivolgendosi a entrambi, “se volete potete chiamarmi Malastrana.”

A qualche isolato di distanza, chiusa in una camera, una ragazza dai capelli lunghi ricci e rossi stava controllando i meccanismi della sua pistola.
Il suo capo era stato chiaro: quella sera, dopo che tutto era stato compiuto, lei doveva entrare all’Admiral Hotel e attivare il Protocollo Hunt, uccidendo tutti i testimoni rimasti, compresi i due detective privati assoldati per recuperare il famigerato programma.

Admiral Hotel, ore 21.30
Mister Noir ed Elena Fox, accanto alle avvolgenti poltrone in pelle, stavano osservando tutt’intorno a loro. Al piano rialzato, le persone si erano assiepate tra il bar e la zona ristorante, dove erano esposti i manifesti dei film di 007: quell’hotel, infatti, era la sede del fan club italiano nonché dell’unico museo in Europa dedicato a James Bond.
Fu in quel momento che gli occhi del detective captarono un uomo alto, brizzolato, dall’aspetto aristocratico; sulla giacca scura era affissa una spilla d’oro, raffigurante una corona a cinque punte sormontate da altrettante perle: il simbolo dei visconti. Con un cenno del capo lo indicò a Elena, che si mosse subito verso di lui, mentre un pianista cominciò a suonare.
Era una ouverture forsennata e incomprensibile, che non aveva mai sentito prima; se quel musicista fosse stato in un talent-show, uno dei relativi giudici - noti per la loro compostezza e comprensione -, probabilmente gli avrebbe fracassato il pianoforte in testa.
C’era qualcosa di strano in quell’esecuzione: era come se il pianista usasse sempre le stesse sei note, combinandole in modi differenti.
Osservò meglio. Sì, era così: le mani del pianista andavano solo dal Do al La, e basta!
Un uomo aitante e biondo si avvicinò al Visconte, e, mentre il pianista continuava le sue evoluzioni, si strinsero la mano.
Fu quando il pianista premette, per la prima volta e con foga, il Si, la settima nota della scala musicale, dando così il suo sonoro assenso, che si scatenò l’inferno.
La signora a rotelle con gli occhiali e un fucile si materializzò di colpo a pochi metri alla sinistra di Mister Noir: l’ora del castigo era arrivata!... Sparò al Visconte, suo collega traditore dei servizi segreti di Sua (lesa) Maestà, centrandolo in pieno; dopodiché, si alzò dalla carrozzina facendo cadere la coperta, e si levò la parrucca da anziana signora: Richard Carson si elevò in tutta la sua straordinaria possanza, armò il fucile a pompa, e sparò; Elena Fox si abbassò appena in tempo per sentire il proiettile di grosso calibro fischiarle sopra la testa, mandando in frantumi una parete.
Elena caricò a testa bassa il biondo, che nel frattempo aveva quasi raggiunto la scala all’altezza del pianoforte, e lo sbatté prima contro il muro e poi giù per le scale. Il pianista, niente affatto inerme come quelli dei film western, lasciato il suo posto estrasse una pistola e cominciò a sparare all’impazzata, frantumando piatti & bicchieri e falcidiando tutti quelli che gli capitavano.
Fu Carson a mettere fine a quella confusione, piantandogli una grossa pallottola in pieno petto.
Elena doveva recuperare la chiavetta, ancora nella mano semiaperta del biondo.
Carson sparò nella sua direzione; Elena saltò in avanti, piroettò in aria, e atterrò accanto al biondo. L’inglese alzò l’arma e ricaricò, ma non ebbe il tempo di riutilizzarla; maledicendosi in anticipo per l’idea che gli era venuta, Mr. Noir con un balzo si catapultò tutto a destra ribaltandosi con la carrozzina, e la spinse via: questa travolse la spia, che vi cadde sopra; il fucile scivolò verso il detective; la spia inglese dilatò gli occhi vedendo la bocca del fucile rivolta verso di sé, e Mister Noir, con un bel colpo di tallone ben piazzato, azionò il grilletto e lo fucilò.
Elena raccolse la preziosa chiavetta, e interrogò con lo sguardo il suo capo. E ora, cosa dovevano fare? Ora, che avevano portato a termine il loro incarico, avrebbero davvero consegnato quel piccolo dispensatore di omicidi perfetti alla loro cliente?
In quel momento entrò una ragazza dai capelli lunghi ricci e rossi, che spianò una pistola contro Elena. “Dammela!” le sibilò.
La detective restò immobile, la rossa tirò indietro il percussore.
Mister Noir decise di rispondere alla silenziosa domanda che gli aveva posto la sua assistente, dando il via a un insolito tiro al piattello. “Pool!” urlò.
Con un movimento fluido, Elena lanciò la chiavetta in aria: la rossa si distrasse seguendone la traiettoria, ed Elena, veloce come un lampo, con la sinistra estrasse la pistola, e sparò prima a lei e poi alla chiavetta, mandandola in frantumi.
Andò dal suo capo per rimetterlo sulla carrozzina, e si avviarono all’uscita. La porta scorrevole si aprì automaticamente, ed entrò un uomo vestito elegante, dal volto ispanico, col pizzo, i capelli lunghi e ricci raccolti a coda, e un Borsalino scuro in testa.
L’uomo lo scrutò un po’, e aggrottò le sopracciglia. “Ci conosciamo?” domandò.
“Bah!...” Il detective, tradotto simultaneamente da Elena Fox, riconoscendolo e riservandogli uno sguardo sornione, gli concesse l’ultima risposta di quella folle avventura. “A dire la verità, il mio biografo dice che lei è mio zio putativo!”


©Sergio Rilletti, 2013


sabato 20 agosto 2016

Mercoledì 24-08-2016: Presentazione a CELLE LIGURE (SV) de "LE AVVENTURE DI MISTER NOIR" (Cordero Editore)

Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che MERCOLEDI’ 24 AGOSTO, alle Ore 21.15, presso lo Spazio SMS MESSAGGI D’ARTE (Via Aicardi, 120 – Celle Ligure (SV)), Daniele G. Genova e Martin Zanchetta presenteranno il mio libro Le avventure di Mister Noir (Cordero Editore).
Il volume contiene anche un racconto ambientato proprio a Celle Ligure.
Ovviamente, alla presentazione, interverrò anch’io!

L’evento è patrocinato dal Comune di Celle Ligure.


VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

venerdì 1 luglio 2016

Domenica 17-07-2016: Presentazione de "LE AVVENTURE DI MISTER NOIR" (Cordero Editore) all'"A G NOIR FESTIVAL2016"


Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che DOMENICA 17 LUGLIO, alle Ore 21.30, presso i Giardini di Palazzo Tagliaferro (Largo Milano - ANDORA (SV)), in occasione della seconda edizione dell’AG Noir Festival, Andrea G. Pinketts presenterà tre prodigiosi autori della Cordero Editore: Andrea Carlo Cappi, Luca Guicciardi, e Sergio Rilletti (ossia io).
Un ulteriore modo per parlare del mio libro, Le avventure di Mister Noir, e dei volumi di Cappi e Guicciardi, tutti editi dalla Cordero Editore.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
NON MANCATE!


©Sergio Rilletti, 2016

sabato 25 giugno 2016

FANTASY, QUANDO IL SOGNO DIVENTA REALTA' (Un articolo)

La 23a edizione di Cartoomics, il Salone del fumetto svoltosi a Milano dall’11 al 13 marzo, è stata l’occasione per scoprire l’associazione Ailus editrice e le svizzere Edizioni Romulus, di Veronica Todaro e Romolo Pignone. Entrambe hanno una peculiarità comune: essere costituite da scrittori con disabilità. La prima è composta da scrittori, illustratori e fumettisti: «A differenza delle case editrici – specifica Alessia Mainardi, co-fondatrice e presidente –, non ragioniamo sul commercio e su quel che va di moda e può farci guadagnare, ma sul proporre al pubblico quello che gli autori vorrebbero fargli arrivare». Niente marketing, quindi, solo sogni realizzati. E di sogni si può ben parlare, dato che Ailus (che deve il proprio nome al drago co-protagonista della fortunata trilogia fantasy Avelion della Mainardi e che si presenta per la prima volta al pubblico con il primo numero dell’omonimo semestrale) è dedita proprio al fantasy in ogni sua sfaccettatura.

Per le Edizioni Romulus Veronica Todaro, affetta da tetraplegia spastica, racconta che nel suo romanzo Shamrock una protagonista disabile riesce persino a volare sui draghi «con un piccolo stratagemma: viene messa in una specie di cesto», a dimostrazione che «chiunque può abbattere le proprie barriere, i propri limiti». Come micro-casa editrice nel Canton Ticino, «vogliamo dare spazio alle persone con disabilità che vogliono esprimere i propri pensieri, idee ed emozioni; inoltre, come Fondazione siamo riusciti a istituire delle borse di studio per le persone disabili che vogliono continuare i propri studi superiori e accademici», dichiara Romolo Pignone, editore e autore del romanzo autobiografico Spasticoide. Sopravvivenza nella giungla normodotata.

Alessia Mainardi sorprende di nuovo rivelando di essere affetta da una rara malattia genetica degenerativa, l’Atassia di Friedreic; il mondo dei cosplayer, con i loro travestimenti dedicati ai personaggi delle più celebri saghe cinematografiche e dei cartoon, l’ha aiutata («Io non ero più la ragazza disabile di cui avere pena, da cercare di aiutare, ma ero semplicemente una cosplayer un po’ barcollante») e ha ricevuto anche dei complimenti, da persone ignare, per la sua tipica camminata alla Jack Sparrow. Il suo progetto benefico “Alessia in Cosplayland”, costituito dall’omonimo romanzo autobiografico e dal fumetto Alessia in Cosplayland. Lo specchio della realtà, è destinato a favore della ricerca sulle malattie genetiche, soprattutto sull’Atassia di Friedreich. Un modo, quello dei tre autori, di affrontare la vita, propria e altrui, attraverso l’ironia, la fantasia, la determinazione e la scrittura creativa. [Sergio Rilletti]

giovedì 14 aprile 2016

AL DI LA' DI TUTTO (Una poesia inedita)

E alla fine di tutto,
quando il tempo decreta definitivamente la fine di un’esperienza,
l’unica cosa che conta,
quella che non ti fa annegare nelle lacrime del rimpianto
per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato,
è il ricordo di tutto ciò che hai fatto
e l’opinione che gli altri hanno di te.
Se questa è positiva,
se ricevi un complimento inaspettato che ti apre il cuore,
allora puoi essere abbastanza soddisfatto di te stesso anche tu.
Al di là di tutto.


©Sergio Rilletti, sabato 7 novembre 2015


martedì 12 aprile 2016

MyLife - VITA (Una poesia inediita)

Frammenti.
Frammenti di un'esistenza che ritorna:
come lampi, come schegge.
Basta una parola, un suono, un profumo,
e tutto ritorna:
i banchi di scuola, gli amici e i compagni,
gli insegnanti e il personale,
la colonia, i giochi e i compiti con mia sorella;
Marzia, bella bimba di La Spezia che non ho più rivisto,
le gite coi compagni, i viaggi in camper coi miei genitori,
la nostra casa di Celle Ligure
condivisa con don Serafino e un sacco di amici,
la prima volta che vidi Simona
e il suo primo complimento per un mio racconto,
io e Greta, e il nostro personale Bau-Cete con la bottiglia,
persone fidate e persone che mi sembravano fidate,
amici e compagni di tempi passati,
fugaci momenti che la mia mente,
obbedendo ad un impercettibile rintocco di campana,
mi fa balenare all'improvviso.
Persone e fatti di un tempo che mi sembra appena passato,
e a portata di mano.
Frammenti.
Frammenti di un'esistenza che a volte ritorna
e mi invade l'animo con la potenza evocativa di un sogno.
Invece no, non è un sogno:
è proprio la vita,
la mia vita!


©Sergio Rilletti, 2010