sabato 20 agosto 2016

Mercoledì 24-08-2016: Presentazione a CELLE LIGURE (SV) de "LE AVVENTURE DI MISTER NOIR" (Cordero Editore)

Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che MERCOLEDI’ 24 AGOSTO, alle Ore 21.15, presso lo Spazio SMS MESSAGGI D’ARTE (Via Aicardi, 120 – Celle Ligure (SV)), Daniele G. Genova e Martin Zanchetta presenteranno il mio libro Le avventure di Mister Noir (Cordero Editore).
Il volume contiene anche un racconto ambientato proprio a Celle Ligure.
Ovviamente, alla presentazione, interverrò anch’io!

L’evento è patrocinato dal Comune di Celle Ligure.


VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

venerdì 1 luglio 2016

Domenica 17-07-2016: Presentazione de "LE AVVENTURE DI MISTER NOIR" (Cordero Editore) all'"A G NOIR FESTIVAL2016"


Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che DOMENICA 17 LUGLIO, alle Ore 21.30, presso i Giardini di Palazzo Tagliaferro (Largo Milano - ANDORA (SV)), in occasione della seconda edizione dell’AG Noir Festival, Andrea G. Pinketts presenterà tre prodigiosi autori della Cordero Editore: Andrea Carlo Cappi, Luca Guicciardi, e Sergio Rilletti (ossia io).
Un ulteriore modo per parlare del mio libro, Le avventure di Mister Noir, e dei volumi di Cappi e Guicciardi, tutti editi dalla Cordero Editore.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
NON MANCATE!


©Sergio Rilletti, 2016

sabato 25 giugno 2016

FANTASY, QUANDO IL SOGNO DIVENTA REALTA' (Un articolo)

La 23a edizione di Cartoomics, il Salone del fumetto svoltosi a Milano dall’11 al 13 marzo, è stata l’occasione per scoprire l’associazione Ailus editrice e le svizzere Edizioni Romulus, di Veronica Todaro e Romolo Pignone. Entrambe hanno una peculiarità comune: essere costituite da scrittori con disabilità. La prima è composta da scrittori, illustratori e fumettisti: «A differenza delle case editrici – specifica Alessia Mainardi, co-fondatrice e presidente –, non ragioniamo sul commercio e su quel che va di moda e può farci guadagnare, ma sul proporre al pubblico quello che gli autori vorrebbero fargli arrivare». Niente marketing, quindi, solo sogni realizzati. E di sogni si può ben parlare, dato che Ailus (che deve il proprio nome al drago co-protagonista della fortunata trilogia fantasy Avelion della Mainardi e che si presenta per la prima volta al pubblico con il primo numero dell’omonimo semestrale) è dedita proprio al fantasy in ogni sua sfaccettatura.

Per le Edizioni Romulus Veronica Todaro, affetta da tetraplegia spastica, racconta che nel suo romanzo Shamrock una protagonista disabile riesce persino a volare sui draghi «con un piccolo stratagemma: viene messa in una specie di cesto», a dimostrazione che «chiunque può abbattere le proprie barriere, i propri limiti». Come micro-casa editrice nel Canton Ticino, «vogliamo dare spazio alle persone con disabilità che vogliono esprimere i propri pensieri, idee ed emozioni; inoltre, come Fondazione siamo riusciti a istituire delle borse di studio per le persone disabili che vogliono continuare i propri studi superiori e accademici», dichiara Romolo Pignone, editore e autore del romanzo autobiografico Spasticoide. Sopravvivenza nella giungla normodotata.

Alessia Mainardi sorprende di nuovo rivelando di essere affetta da una rara malattia genetica degenerativa, l’Atassia di Friedreic; il mondo dei cosplayer, con i loro travestimenti dedicati ai personaggi delle più celebri saghe cinematografiche e dei cartoon, l’ha aiutata («Io non ero più la ragazza disabile di cui avere pena, da cercare di aiutare, ma ero semplicemente una cosplayer un po’ barcollante») e ha ricevuto anche dei complimenti, da persone ignare, per la sua tipica camminata alla Jack Sparrow. Il suo progetto benefico “Alessia in Cosplayland”, costituito dall’omonimo romanzo autobiografico e dal fumetto Alessia in Cosplayland. Lo specchio della realtà, è destinato a favore della ricerca sulle malattie genetiche, soprattutto sull’Atassia di Friedreich. Un modo, quello dei tre autori, di affrontare la vita, propria e altrui, attraverso l’ironia, la fantasia, la determinazione e la scrittura creativa. [Sergio Rilletti]

giovedì 14 aprile 2016

AL DI LA' DI TUTTO (Una poesia inedita)

E alla fine di tutto,
quando il tempo decreta definitivamente la fine di un’esperienza,
l’unica cosa che conta,
quella che non ti fa annegare nelle lacrime del rimpianto
per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato,
è il ricordo di tutto ciò che hai fatto
e l’opinione che gli altri hanno di te.
Se questa è positiva,
se ricevi un complimento inaspettato che ti apre il cuore,
allora puoi essere abbastanza soddisfatto di te stesso anche tu.
Al di là di tutto.


©Sergio Rilletti, sabato 7 novembre 2015


martedì 12 aprile 2016

MyLife - VITA (Una poesia inediita)

Frammenti.
Frammenti di un'esistenza che ritorna:
come lampi, come schegge.
Basta una parola, un suono, un profumo,
e tutto ritorna:
i banchi di scuola, gli amici e i compagni,
gli insegnanti e il personale,
la colonia, i giochi e i compiti con mia sorella;
Marzia, bella bimba di La Spezia che non ho più rivisto,
le gite coi compagni, i viaggi in camper coi miei genitori,
la nostra casa di Celle Ligure
condivisa con don Serafino e un sacco di amici,
la prima volta che vidi Simona
e il suo primo complimento per un mio racconto,
io e Greta, e il nostro personale Bau-Cete con la bottiglia,
persone fidate e persone che mi sembravano fidate,
amici e compagni di tempi passati,
fugaci momenti che la mia mente,
obbedendo ad un impercettibile rintocco di campana,
mi fa balenare all'improvviso.
Persone e fatti di un tempo che mi sembra appena passato,
e a portata di mano.
Frammenti.
Frammenti di un'esistenza che a volte ritorna
e mi invade l'animo con la potenza evocativa di un sogno.
Invece no, non è un sogno:
è proprio la vita,
la mia vita!


©Sergio Rilletti, 2010

sabato 27 febbraio 2016

MyLife - IN RICORDO DI TECLA DOZIO (Un articolo)

Salve a tutti!... Il 6 febbraio scorso, purtroppo, ci ha lasciati Tecla Dozio, donna di grande generosità e cultura, proprietaria fino al 2009 della storica Libreria del Giallo-La Sherlockiana di Milano, Direttore Editoriale della Collana Impronte di Todaro Editore, e fondatrice, assieme ad Andrea G. Pinketts, del movimento letterario La Scuola dei Duri.
Tecla ha avuto il grande merito di trasformare la propria libreria in un salotto letterario. Sì, un salotto. Perché ogni volta, alla fine della presentazione di un libro, dava il via alle libagioni offrendo a tutti un sontuoso aperitivo, a volte comprensivo anche di un primo, che valeva come un pasto.
Era in questi momenti che ci si poteva intrattenere e conversare amabilmente con lei e gli scrittori e gli editor lì presenti - come Andrea G. Pinketts, Andrea Carlo Cappi, Stefano Di Marino, Alan D. Altieri, Carlo Oliva, Patrizia Debicke van der Noot, Arianna Zini, Barbara Garlaschelli, Giancarlo Narciso, Luca Crovi, Diego Cajelli, Carlo Lucarelli, e molti altri, più o meno noti, che venivano da tutta Italia a presentare i loro libri -, trasformando la Libreria del Giallo in un vero e proprio salotto culturale, sentendosi tutti a casa.
Persino star dello spettacolo, come Ricky Gianco e Wilma De Angelis, e uno scrittore di fama internazionale del calibro di Jeffery Deaver, hanno fatto capolino nella sua libreria!
Ecco, è questo il ricordo principale che ho di Tecla Dozio: la grande convivialità che riusciva sempre a creare con gli scrittori, con i lettori, e tra tutti!

Verso di me provava affetto, persino tenerezza credo, e, ridendo, mi diceva spesso che io le facevo prendere dei colpi perché le comparivo davanti all’improvviso.
Aveva sempre un occhio di riguardo verso di me, e una volta, alla fine di una divertente serata con Pinketts e Wilma De Angelis, sapendo che ero andato lì con un gruppo di volontari, mentre me ne stavo andando via con loro, mi disse: “Sergio, ma ti fidi di questi ragazzi?”. Io le risposi solo con una fragorosa risata: il riferimento alla vicenda del Parco di Monza (vedi Solo!), per me, era  molto evidente!
E un’altra volta, leggendo un mio intervento dove la citavo, si commosse a tal punto da dover far continuare la lettura ad Alan D. Altieri, altra persona di squisita fattura.
E, lei, è stata pure una delle prime persone che più apprezzarono Mister Noir, il mio eroe seriale, volendo pubblicare la sua prima avventura anche sul suo sito Giallo & Co.

Mentre sto scrivendo queste parole mi sto accorgendo che ci sarebbero tanti altri aneddoti riguardanti il mio rapporto con Tecla Dozio, ma ora rischierei di fare soltanto un lungo aggrovigliamento di ricordi.
Tuttavia, prima di chiudere, ci sono altri tre momenti, legati alla mia passione/professione di scrittore, che meritano di essere ricordati.
L’opportunità che mi diede, aderendo a una sua iniziativa, di scrivere un thriller basato sui fatti del G8 di Genova, rivedendolo seguendo alcuni suoi consigli, che poi Altieri pubblicò su Il Giallo Mondadori Presenta.
La mia prima presentazione, in assoluto, in qualità di relatore, di un’antologia a cui avevo partecipato, che Sabato 7 Marzo 2009 feci in compagnia del mio ineffabile mentore Andrea Carlo Cappi.
E, infine, la bizzarra richiesta di Tecla, che, sempre quel giorno, mi invitò a scrivere un racconto di genere horror che avesse come titolo Ho avuto un problema coi capelli. Richiesta che soddisfai, consegnandoglielo di persona Domenica 5 Aprile 2009, pochi minuti dopo averlo finito, durante la festa di chiusura della Libreria del Giallo. Lei al momento si limitò a prenderlo, commuovendosi, ma poi mi scrisse un’e-mail definendo il mio racconto delizioso.

I due testi qui di seguito sono due messaggi di saluto, uno a nome mio e l’altro a nome di Mister Noir, che scrissi per Te la ricordi la Libreria del Giallo?, un’antologia curata da Umberto Torricelli e realizzata in copia unica per Tecla Dozio, consegnatale il 5 aprile 2009, in cui molti scrittori hanno voluto tributarle i propri pensieri e ricordi.
La foto che le separa, o che le unisce, è la stessa pubblicata nel libro, e ritrae me con Andrea Carlo Cappi e la mia immancabile amica Simona (alias Elena Fox, l’assistente di Mister Noir), durante la presentazione del 7 marzo 2009; così come le altre immagini.
(Foto di Sonia Rilletti e Arianna Zini)


Sergio Rilletti
Milano, venerdì 26 febbraio 2016

  
Qualcuno sa chi sono. Qualcun altro, invece, crede che io sia Mister Noir e mi ficca nei guai, pensando che, tanto, Mister Noir se la cava sempre!
Ma io so chi sono. (O almeno credo!)
Io sono il biografo di Mister Noir.
E non solo!
Io sono anche Sherlock Holmes, Hercule Poirot, August Dupin e Arsenio Lupin, che è impossibile non citare insieme, Fantomas, e Rocambole; e, tra un po' di tempo, quando sarò un po' più in là con gli anni, sarò pure Miss Marple!
Sì, perché noi siamo tutti i personaggi di cui leggiamo le storie, e la vita di ciascuna persona è un incredibile romanzo: ciascuno di noi è protagonista del proprio, e comprimario, comparsa, o "special guest", di vari romanzi altrui.
Noi, cara Tecla. ci conosciamo da circa 10 anni, e in tutti questi anni abbiamo seguito diversi amici scrittori creare diverse serie, facendo incontrare i protagonisti delle diverse saghe tra loro, creando dei veri e propri cross over letterari.
E tu, cara Tecla, con i tuoi incontri alla Libreria del Giallo e altrove, ci hai radunati tutti, permettendoci di conoscerci e apprezzarci a vicenda, facendo nascere nuove amicizie e opportunità, e tramutandoti quindi, a tutti gli effetti, in una sorta di vero e proprio cross over delle nostre esistenze!
Fosse solo per questo, dovremmo tutti ringraziarti!


Con tanto affetto,
Sergio Rilletti


Cara Tecla, Lei crede di non conoscermi, ma in realtà io sono venuto a trovarLa tante volte, in incognito, nei panni del mio biografo.
Mi ha fatto molto piacere veder pubblicata la mia prima avventura, La vendetta dell'uomo che non era mai nato, anche sul Suo sito, e mi congratulo con Lei per tutte le iniziative che ha organizzato in tutti questi anni, alla Libreria del Giallo e altrove, e per quelle che, sicuramente, continuerà a organizzare!
Ora non mi resta che salutarLa cordialmente, anche a nome di Elena Fox, che era presente Sabato 7 Marzo 2009 alla presentazione di Crimini di regime, sperando di poterLa rivedere al più presto (sempre in incognito, naturalmente!).


Con simpatia (spero!),
Mister Noir

martedì 9 febbraio 2016

MISTER NOIR: SANREMO CODE (Un racconto inedito basato sui titoli delle 20 canzoni in gara al Festival di Sanremo 2016)

Milano, lunedì 8 febbraio 2016, ore 12
Mister Noir ed Elena Fox stavano seguendo a distanza un uomo uscito da un portone in Viale Romolo: lui, Mr. Noir, seduto davanti, lei, Elena, in piedi dietro, a spingere la carrozzina del suo capo.
Guardando il cielo qualcuno aveva pronosticato il diluvio universale. Invece no: il cielo non era proprio blu, ma nulla di cui preoccuparsi. O almeno così speravano!

Venerdì 5 febbraio 2016, ore 10.15
L’aspirante cliente era bionda, disperata, e bella. E tra le lacrime, che si detergeva con un fazzoletto bianco, mostrò al detective una delirante lettera che aveva ricevuto. In piedi alla destra dell’investigatore privato c’era, come sempre, Elena Fox.

Cara Chiara, mia dolce neo-ex, io non ti amo più. Lo so che infinite volte ti ho detto che noi siamo infinito e che ti avrei portato via da qui, promettendoti cieli immensi. Ma il primo amore non si scorda mai.

Mister Noir guardò per un attimo la donna, poi posò uno sguardo interrogativo su Elena, che ne intercettò subito l’implicita domanda. Ma che scrive questo?
Lei rispose con un leggero colpo di tosse, e i due detective ripresero a leggere.

Quando sono lontano da lei, non vivo più. Lo so che ti sto facendo del male, ma ora o mai più (le cose cambiano). Mi dispiace tanto, ma torno da lei. Un giorno mi dirai come te la passi. Per ora, addio. Ex-Tuo, DD

“Se gli dispiace tanto, perché allora torna dall’altra?” proruppe Mr. Noir, con la sua pronuncia imperfetta ma dal tono ironico.
“Come, scusi? Non ho capito” disse la donna.
Elena si trattenne dal proprio ruolo di traduttrice simultanea, intuendo che, per una volta, l’ironia del suo capo non era indirizzata all’interlocutore di turno.
“E quella doppia D, che cosa significa?” finse di ripetere il detective, sempre in sintonia con la propria assistente.
“Diego Duchi: è il suo nome.”
“E il suo cognome?”
“Come, scusi?” chiese la donna, sgranando con dolcezza gli occhi. Questa volta l’aveva capito, ne era sicura, ma ciò che aveva capito non aveva alcun senso!
Elena, abituata alle manifestazioni di incredulità (o di irritazione) di chi incocciava nell’umorismo di Mister Noir, decise di intervenire. “E cosa possiamo fare per lei?”
“Non è da lui scrivere una lettera così. Non è in sé.”
“E chi ne dubita?!” esclamò ironico il carrozzinato.
“E voglio scoprire il perché.” E, detto ciò, la donna diede loro un proprio biglietto da visita.
Il detective lesse l’indirizzo,

Viale Liguria, 16

e sbuffò. Non sapeva perché, ma tra Celle Ligure e Sanremo, la Liguria aveva già reclamato più volte le sue attenzioni di detective. E ora l’avrebbe fatto pure in qualità di Viale!

Oggi, ore 12.10
Non era stato difficile decodificare il messaggio. Dopo che aveva accettato il caso, ammesso che potesse essere definito tale, Mister Noir si fece raccontare dalla sua cliente che tipo era Diego Duchi, chiedendole anche qualche informazione specifica, tra cui l’indirizzo. E, una volta congedata la donna e riletto con attenzione il messaggio, la soluzione gli si parò davanti agli occhi.
Ora i due detective svoltarono in Viale Liguria, e si bloccarono: Diego Duchi, l’uomo che stavano seguendo, era arrivato sotto casa della loro cliente.
Lei arrivò, e insieme raggiunsero un bar coi tavolini fuori. L’aria tiepida di quell’anomalo febbraio primaverile permise loro di stare all’aperto.
I due detective rimasero in disparte, a osservare la scena. L’uomo gesticolava, sventolando con passione la lettera che pensava gli avesse scritto lei, inneggiando all’intesa finalmente ritrovata; la donna cercò di dissimulare lo stupore, come le avevano consigliato i due detective al telefono, e in quel momento capì che Diego, da lei, voleva solo più attenzione, più complicità.
Poi, a un certo punto, li vide. E li notò anche lui.
Si avvicinarono.
“Sono due miei amici” annunciò Chiara.
“Piacere, Elena” si presentò la detective, stringendo la mano dell’uomo.
”E lei?” chiese l’uomo all’uomo in carrozzina.
“E io no!” ribatté Mister Noir, sottolineando l’ovvietà.
Dopo qualche secondo di costernazione, Elena prese la parola. “Be’, visto che siete reciprocamente in buona compagnia, ora vi lasciamo.”
Chiara li salutò con un sorriso, e, prima che Diego potesse chiederle spiegazioni su quel tipo indisponente, gli andò alle spalle e cominciò a leggere la lettera insieme a lui.

Caro Diego, ho riflettuto molto su quanto mi hai scritto, portando la tua lettera sempre con me nella mia borsa, la borsa di una donna. Ti avviso che non farò recriminazioni, parlando di me e di te, perché ho impostato la mia vita a vincere l’odio e tutto quello che può generarlo. Ma non accetterò nessun grado di separazione, rimuginando sogni e nostalgia. Ti scrivo queste parole semplicemente, col cuore che mi batte forte e facendo mezzo respiro per volta; ma ho capito ciò che hai voluto dirmi. Quindi, wake up baby, e ricominciamo! Ti amo sempre. Tua, Chiara

Ormai a parecchi metri di distanza dalla cliente, Elena, con fare noncurante, fece cadere due parole dal cielo. “Finalmente piove” disse. “O comunque… pioverà!”
“In che senso?” domandò lui, guardandola in tralice.
“Be’, in tanti anni che ci conosciamo, è la prima volta che ci occupiamo di un giallo-rosa!... E l’idea di rispondere a Diego Duchi con una lettera utilizzando i titoli delle altre canzoni di questo Festival di Sanremo, fingendo di essere Chiara, è stata davvero geniale!”
“Be’, cara Elena, leggendo la lettera di Duchi alcune parole mi balzavano agli occhi, come fossero scritte in neretto. Poi, quando Chiara ci ha detto che lui era un grande appassionato di musica, e quindi anche di Sanremo, ormai alle porte, ho capito che la lettera che le aveva scritto doveva essere un test, una richiesta di attenzione alle sue passioni e di complicità. E, una volta verificata questa mia ipotesi, ho attuato la mia soluzione.”
“E poi, com’era assolutamente prevedibile,” continuò Elena, “appena Duchi l’ha contattata per vederla, lei ci ha telefonato, informandoci pure sull’orario.”
“Già. E noi siamo venuti qui per verificare che, in effetti, tutto filasse liscio, senza improvvisi scatti di follia” finì lui.
Elena fece ancora qualche passo, poi si fermò. “Una curiosità” enunciò in tono beffardo. “Racconterai al tuo biografo anche questa nostra avventura romantica?”
“Certo. Anzi, lo farò appena arrivati a casa!... E sono certo che lui la scriverà e la pubblicherà prima dell’inizio del Festival!”
Ovviamente, Mister Noir, avrebbe avuto ragione anche questa volta!



©Sergio Rilletti,2016