giovedì 8 settembre 2016

MISTER NOIR: CODICE K (Un racconto)

Gli occhi della giovane donna mora che era seduta di fronte a lui avrebbero sicuramente affascinato Mister Noir. Peccato, però, che fossero celati da un paio di occhiali da sole particolarmente grandi e scuri.
“So chi è lei, Mister Noir” gli disse, con voce calda e sensuale, porgendogli una busta, subito intercettata da Elena Fox, in piedi alla destra del detective, che con movimenti rapidi l’aprì.
“Non dubito che lei sappia chi sono io, dato che è qui!” rispose lui, a bordo della sua carrozzina, sorridendo con la sua tipica espressione da sfottò.
Nella busta c’era un foglio con una unica sigla: 2L84AD8.
“E questo cosa significa? Che oltre alle lettere, sta dando anche i numeri?” esclamò il detective.
“E’ un codice, che noi abbiamo battezzato Codice K. Consegnarcelo è stato l’ultimo lavoro di un nostro agente, prima di essere ucciso. Questa sera, all’Admiral Hotel, un agente dei servizi segreti inglesi chiamato Il Visconte passerà un programma a una spia tedesca, copiato probabilmente su una chiavetta USB. Un programma che, attraverso migliaia di codici come questo, può elaborare, ogni volta, un omicidio perfetto, sulla base dei parametri immessi. E noi, per il bene del nostro Paese e del mondo, non possiamo permetterlo!... Le chiediamo di andare a recuperare questo programma e di consegnarcelo.”
“E perché non incaricate qualche altro vostro agente?”
“Perché temiamo che li abbiano già scoperti tutti.”
“Ah! Complimenti per le grandi spie che avete!”
“E poi sappiamo che lei è un ottimo cacciatore di intrighi e di guai: come li stana lei, non lo fa nessuno!... A proposito,” concluse, sfilandosi gli occhiali e rivolgendosi a entrambi, “se volete potete chiamarmi Malastrana.”

A qualche isolato di distanza, chiusa in una camera, una ragazza dai capelli lunghi ricci e rossi stava controllando i meccanismi della sua pistola.
Il suo capo era stato chiaro: quella sera, dopo che tutto era stato compiuto, lei doveva entrare all’Admiral Hotel e attivare il Protocollo Hunt, uccidendo tutti i testimoni rimasti, compresi i due detective privati assoldati per recuperare il famigerato programma.

Admiral Hotel, ore 21.30
Mister Noir ed Elena Fox, accanto alle avvolgenti poltrone in pelle, stavano osservando tutt’intorno a loro. Al piano rialzato, le persone si erano assiepate tra il bar e la zona ristorante, dove erano esposti i manifesti dei film di 007: quell’hotel, infatti, era la sede del fan club italiano nonché dell’unico museo in Europa dedicato a James Bond.
Fu in quel momento che gli occhi del detective captarono un uomo alto, brizzolato, dall’aspetto aristocratico; sulla giacca scura era affissa una spilla d’oro, raffigurante una corona a cinque punte sormontate da altrettante perle: il simbolo dei visconti. Con un cenno del capo lo indicò a Elena, che si mosse subito verso di lui, mentre un pianista cominciò a suonare.
Era una ouverture forsennata e incomprensibile, che non aveva mai sentito prima; se quel musicista fosse stato in un talent-show, uno dei relativi giudici - noti per la loro compostezza e comprensione -, probabilmente gli avrebbe fracassato il pianoforte in testa.
C’era qualcosa di strano in quell’esecuzione: era come se il pianista usasse sempre le stesse sei note, combinandole in modi differenti.
Osservò meglio. Sì, era così: le mani del pianista andavano solo dal Do al La, e basta!
Un uomo aitante e biondo si avvicinò al Visconte, e, mentre il pianista continuava le sue evoluzioni, si strinsero la mano.
Fu quando il pianista premette, per la prima volta e con foga, il Si, la settima nota della scala musicale, dando così il suo sonoro assenso, che si scatenò l’inferno.
La signora a rotelle con gli occhiali e un fucile si materializzò di colpo a pochi metri alla sinistra di Mister Noir: l’ora del castigo era arrivata!... Sparò al Visconte, suo collega traditore dei servizi segreti di Sua (lesa) Maestà, centrandolo in pieno; dopodiché, si alzò dalla carrozzina facendo cadere la coperta, e si levò la parrucca da anziana signora: Richard Carson si elevò in tutta la sua straordinaria possanza, armò il fucile a pompa, e sparò; Elena Fox si abbassò appena in tempo per sentire il proiettile di grosso calibro fischiarle sopra la testa, mandando in frantumi una parete.
Elena caricò a testa bassa il biondo, che nel frattempo aveva quasi raggiunto la scala all’altezza del pianoforte, e lo sbatté prima contro il muro e poi giù per le scale. Il pianista, niente affatto inerme come quelli dei film western, lasciato il suo posto estrasse una pistola e cominciò a sparare all’impazzata, frantumando piatti & bicchieri e falcidiando tutti quelli che gli capitavano.
Fu Carson a mettere fine a quella confusione, piantandogli una grossa pallottola in pieno petto.
Elena doveva recuperare la chiavetta, ancora nella mano semiaperta del biondo.
Carson sparò nella sua direzione; Elena saltò in avanti, piroettò in aria, e atterrò accanto al biondo. L’inglese alzò l’arma e ricaricò, ma non ebbe il tempo di riutilizzarla; maledicendosi in anticipo per l’idea che gli era venuta, Mr. Noir con un balzo si catapultò tutto a destra ribaltandosi con la carrozzina, e la spinse via: questa travolse la spia, che vi cadde sopra; il fucile scivolò verso il detective; la spia inglese dilatò gli occhi vedendo la bocca del fucile rivolta verso di sé, e Mister Noir, con un bel colpo di tallone ben piazzato, azionò il grilletto e lo fucilò.
Elena raccolse la preziosa chiavetta, e interrogò con lo sguardo il suo capo. E ora, cosa dovevano fare? Ora, che avevano portato a termine il loro incarico, avrebbero davvero consegnato quel piccolo dispensatore di omicidi perfetti alla loro cliente?
In quel momento entrò una ragazza dai capelli lunghi ricci e rossi, che spianò una pistola contro Elena. “Dammela!” le sibilò.
La detective restò immobile, la rossa tirò indietro il percussore.
Mister Noir decise di rispondere alla silenziosa domanda che gli aveva posto la sua assistente, dando il via a un insolito tiro al piattello. “Pool!” urlò.
Con un movimento fluido, Elena lanciò la chiavetta in aria: la rossa si distrasse seguendone la traiettoria, ed Elena, veloce come un lampo, con la sinistra estrasse la pistola, e sparò prima a lei e poi alla chiavetta, mandandola in frantumi.
Andò dal suo capo per rimetterlo sulla carrozzina, e si avviarono all’uscita. La porta scorrevole si aprì automaticamente, ed entrò un uomo vestito elegante, dal volto ispanico, col pizzo, i capelli lunghi e ricci raccolti a coda, e un Borsalino scuro in testa.
L’uomo lo scrutò un po’, e aggrottò le sopracciglia. “Ci conosciamo?” domandò.
“Bah!...” Il detective, tradotto simultaneamente da Elena Fox, riconoscendolo e riservandogli uno sguardo sornione, gli concesse l’ultima risposta di quella folle avventura. “A dire la verità, il mio biografo dice che lei è mio zio putativo!”


©Sergio Rilletti, 2013


sabato 20 agosto 2016

Mercoledì 24-08-2016: Presentazione a CELLE LIGURE (SV) de "LE AVVENTURE DI MISTER NOIR" (Cordero Editore)

Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che MERCOLEDI’ 24 AGOSTO, alle Ore 21.15, presso lo Spazio SMS MESSAGGI D’ARTE (Via Aicardi, 120 – Celle Ligure (SV)), Daniele G. Genova e Martin Zanchetta presenteranno il mio libro Le avventure di Mister Noir (Cordero Editore).
Il volume contiene anche un racconto ambientato proprio a Celle Ligure.
Ovviamente, alla presentazione, interverrò anch’io!

L’evento è patrocinato dal Comune di Celle Ligure.


VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

venerdì 1 luglio 2016

Domenica 17-07-2016: Presentazione de "LE AVVENTURE DI MISTER NOIR" (Cordero Editore) all'"A G NOIR FESTIVAL2016"


Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che DOMENICA 17 LUGLIO, alle Ore 21.30, presso i Giardini di Palazzo Tagliaferro (Largo Milano - ANDORA (SV)), in occasione della seconda edizione dell’AG Noir Festival, Andrea G. Pinketts presenterà tre prodigiosi autori della Cordero Editore: Andrea Carlo Cappi, Luca Guicciardi, e Sergio Rilletti (ossia io).
Un ulteriore modo per parlare del mio libro, Le avventure di Mister Noir, e dei volumi di Cappi e Guicciardi, tutti editi dalla Cordero Editore.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!
NON MANCATE!


©Sergio Rilletti, 2016

sabato 25 giugno 2016

FANTASY, QUANDO IL SOGNO DIVENTA REALTA' (Un articolo)

La 23a edizione di Cartoomics, il Salone del fumetto svoltosi a Milano dall’11 al 13 marzo, è stata l’occasione per scoprire l’associazione Ailus editrice e le svizzere Edizioni Romulus, di Veronica Todaro e Romolo Pignone. Entrambe hanno una peculiarità comune: essere costituite da scrittori con disabilità. La prima è composta da scrittori, illustratori e fumettisti: «A differenza delle case editrici – specifica Alessia Mainardi, co-fondatrice e presidente –, non ragioniamo sul commercio e su quel che va di moda e può farci guadagnare, ma sul proporre al pubblico quello che gli autori vorrebbero fargli arrivare». Niente marketing, quindi, solo sogni realizzati. E di sogni si può ben parlare, dato che Ailus (che deve il proprio nome al drago co-protagonista della fortunata trilogia fantasy Avelion della Mainardi e che si presenta per la prima volta al pubblico con il primo numero dell’omonimo semestrale) è dedita proprio al fantasy in ogni sua sfaccettatura.

Per le Edizioni Romulus Veronica Todaro, affetta da tetraplegia spastica, racconta che nel suo romanzo Shamrock una protagonista disabile riesce persino a volare sui draghi «con un piccolo stratagemma: viene messa in una specie di cesto», a dimostrazione che «chiunque può abbattere le proprie barriere, i propri limiti». Come micro-casa editrice nel Canton Ticino, «vogliamo dare spazio alle persone con disabilità che vogliono esprimere i propri pensieri, idee ed emozioni; inoltre, come Fondazione siamo riusciti a istituire delle borse di studio per le persone disabili che vogliono continuare i propri studi superiori e accademici», dichiara Romolo Pignone, editore e autore del romanzo autobiografico Spasticoide. Sopravvivenza nella giungla normodotata.

Alessia Mainardi sorprende di nuovo rivelando di essere affetta da una rara malattia genetica degenerativa, l’Atassia di Friedreic; il mondo dei cosplayer, con i loro travestimenti dedicati ai personaggi delle più celebri saghe cinematografiche e dei cartoon, l’ha aiutata («Io non ero più la ragazza disabile di cui avere pena, da cercare di aiutare, ma ero semplicemente una cosplayer un po’ barcollante») e ha ricevuto anche dei complimenti, da persone ignare, per la sua tipica camminata alla Jack Sparrow. Il suo progetto benefico “Alessia in Cosplayland”, costituito dall’omonimo romanzo autobiografico e dal fumetto Alessia in Cosplayland. Lo specchio della realtà, è destinato a favore della ricerca sulle malattie genetiche, soprattutto sull’Atassia di Friedreich. Un modo, quello dei tre autori, di affrontare la vita, propria e altrui, attraverso l’ironia, la fantasia, la determinazione e la scrittura creativa. [Sergio Rilletti]

giovedì 14 aprile 2016

AL DI LA' DI TUTTO (Una poesia inedita)

E alla fine di tutto,
quando il tempo decreta definitivamente la fine di un’esperienza,
l’unica cosa che conta,
quella che non ti fa annegare nelle lacrime del rimpianto
per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato,
è il ricordo di tutto ciò che hai fatto
e l’opinione che gli altri hanno di te.
Se questa è positiva,
se ricevi un complimento inaspettato che ti apre il cuore,
allora puoi essere abbastanza soddisfatto di te stesso anche tu.
Al di là di tutto.


©Sergio Rilletti, sabato 7 novembre 2015


martedì 12 aprile 2016

MyLife - VITA (Una poesia inediita)

Frammenti.
Frammenti di un'esistenza che ritorna:
come lampi, come schegge.
Basta una parola, un suono, un profumo,
e tutto ritorna:
i banchi di scuola, gli amici e i compagni,
gli insegnanti e il personale,
la colonia, i giochi e i compiti con mia sorella;
Marzia, bella bimba di La Spezia che non ho più rivisto,
le gite coi compagni, i viaggi in camper coi miei genitori,
la nostra casa di Celle Ligure
condivisa con don Serafino e un sacco di amici,
la prima volta che vidi Simona
e il suo primo complimento per un mio racconto,
io e Greta, e il nostro personale Bau-Cete con la bottiglia,
persone fidate e persone che mi sembravano fidate,
amici e compagni di tempi passati,
fugaci momenti che la mia mente,
obbedendo ad un impercettibile rintocco di campana,
mi fa balenare all'improvviso.
Persone e fatti di un tempo che mi sembra appena passato,
e a portata di mano.
Frammenti.
Frammenti di un'esistenza che a volte ritorna
e mi invade l'animo con la potenza evocativa di un sogno.
Invece no, non è un sogno:
è proprio la vita,
la mia vita!


©Sergio Rilletti, 2010

sabato 27 febbraio 2016

MyLife - IN RICORDO DI TECLA DOZIO (Un articolo)

Salve a tutti!... Il 6 febbraio scorso, purtroppo, ci ha lasciati Tecla Dozio, donna di grande generosità e cultura, proprietaria fino al 2009 della storica Libreria del Giallo-La Sherlockiana di Milano, Direttore Editoriale della Collana Impronte di Todaro Editore, e fondatrice, assieme ad Andrea G. Pinketts, del movimento letterario La Scuola dei Duri.
Tecla ha avuto il grande merito di trasformare la propria libreria in un salotto letterario. Sì, un salotto. Perché ogni volta, alla fine della presentazione di un libro, dava il via alle libagioni offrendo a tutti un sontuoso aperitivo, a volte comprensivo anche di un primo, che valeva come un pasto.
Era in questi momenti che ci si poteva intrattenere e conversare amabilmente con lei e gli scrittori e gli editor lì presenti - come Andrea G. Pinketts, Andrea Carlo Cappi, Stefano Di Marino, Alan D. Altieri, Carlo Oliva, Patrizia Debicke van der Noot, Arianna Zini, Barbara Garlaschelli, Giancarlo Narciso, Luca Crovi, Diego Cajelli, Carlo Lucarelli, e molti altri, più o meno noti, che venivano da tutta Italia a presentare i loro libri -, trasformando la Libreria del Giallo in un vero e proprio salotto culturale, sentendosi tutti a casa.
Persino star dello spettacolo, come Ricky Gianco e Wilma De Angelis, e uno scrittore di fama internazionale del calibro di Jeffery Deaver, hanno fatto capolino nella sua libreria!
Ecco, è questo il ricordo principale che ho di Tecla Dozio: la grande convivialità che riusciva sempre a creare con gli scrittori, con i lettori, e tra tutti!

Verso di me provava affetto, persino tenerezza credo, e, ridendo, mi diceva spesso che io le facevo prendere dei colpi perché le comparivo davanti all’improvviso.
Aveva sempre un occhio di riguardo verso di me, e una volta, alla fine di una divertente serata con Pinketts e Wilma De Angelis, sapendo che ero andato lì con un gruppo di volontari, mentre me ne stavo andando via con loro, mi disse: “Sergio, ma ti fidi di questi ragazzi?”. Io le risposi solo con una fragorosa risata: il riferimento alla vicenda del Parco di Monza (vedi Solo!), per me, era  molto evidente!
E un’altra volta, leggendo un mio intervento dove la citavo, si commosse a tal punto da dover far continuare la lettura ad Alan D. Altieri, altra persona di squisita fattura.
E, lei, è stata pure una delle prime persone che più apprezzarono Mister Noir, il mio eroe seriale, volendo pubblicare la sua prima avventura anche sul suo sito Giallo & Co.

Mentre sto scrivendo queste parole mi sto accorgendo che ci sarebbero tanti altri aneddoti riguardanti il mio rapporto con Tecla Dozio, ma ora rischierei di fare soltanto un lungo aggrovigliamento di ricordi.
Tuttavia, prima di chiudere, ci sono altri tre momenti, legati alla mia passione/professione di scrittore, che meritano di essere ricordati.
L’opportunità che mi diede, aderendo a una sua iniziativa, di scrivere un thriller basato sui fatti del G8 di Genova, rivedendolo seguendo alcuni suoi consigli, che poi Altieri pubblicò su Il Giallo Mondadori Presenta.
La mia prima presentazione, in assoluto, in qualità di relatore, di un’antologia a cui avevo partecipato, che Sabato 7 Marzo 2009 feci in compagnia del mio ineffabile mentore Andrea Carlo Cappi.
E, infine, la bizzarra richiesta di Tecla, che, sempre quel giorno, mi invitò a scrivere un racconto di genere horror che avesse come titolo Ho avuto un problema coi capelli. Richiesta che soddisfai, consegnandoglielo di persona Domenica 5 Aprile 2009, pochi minuti dopo averlo finito, durante la festa di chiusura della Libreria del Giallo. Lei al momento si limitò a prenderlo, commuovendosi, ma poi mi scrisse un’e-mail definendo il mio racconto delizioso.

I due testi qui di seguito sono due messaggi di saluto, uno a nome mio e l’altro a nome di Mister Noir, che scrissi per Te la ricordi la Libreria del Giallo?, un’antologia curata da Umberto Torricelli e realizzata in copia unica per Tecla Dozio, consegnatale il 5 aprile 2009, in cui molti scrittori hanno voluto tributarle i propri pensieri e ricordi.
La foto che le separa, o che le unisce, è la stessa pubblicata nel libro, e ritrae me con Andrea Carlo Cappi e la mia immancabile amica Simona (alias Elena Fox, l’assistente di Mister Noir), durante la presentazione del 7 marzo 2009; così come le altre immagini.
(Foto di Sonia Rilletti e Arianna Zini)


Sergio Rilletti
Milano, venerdì 26 febbraio 2016

  
Qualcuno sa chi sono. Qualcun altro, invece, crede che io sia Mister Noir e mi ficca nei guai, pensando che, tanto, Mister Noir se la cava sempre!
Ma io so chi sono. (O almeno credo!)
Io sono il biografo di Mister Noir.
E non solo!
Io sono anche Sherlock Holmes, Hercule Poirot, August Dupin e Arsenio Lupin, che è impossibile non citare insieme, Fantomas, e Rocambole; e, tra un po' di tempo, quando sarò un po' più in là con gli anni, sarò pure Miss Marple!
Sì, perché noi siamo tutti i personaggi di cui leggiamo le storie, e la vita di ciascuna persona è un incredibile romanzo: ciascuno di noi è protagonista del proprio, e comprimario, comparsa, o "special guest", di vari romanzi altrui.
Noi, cara Tecla. ci conosciamo da circa 10 anni, e in tutti questi anni abbiamo seguito diversi amici scrittori creare diverse serie, facendo incontrare i protagonisti delle diverse saghe tra loro, creando dei veri e propri cross over letterari.
E tu, cara Tecla, con i tuoi incontri alla Libreria del Giallo e altrove, ci hai radunati tutti, permettendoci di conoscerci e apprezzarci a vicenda, facendo nascere nuove amicizie e opportunità, e tramutandoti quindi, a tutti gli effetti, in una sorta di vero e proprio cross over delle nostre esistenze!
Fosse solo per questo, dovremmo tutti ringraziarti!


Con tanto affetto,
Sergio Rilletti


Cara Tecla, Lei crede di non conoscermi, ma in realtà io sono venuto a trovarLa tante volte, in incognito, nei panni del mio biografo.
Mi ha fatto molto piacere veder pubblicata la mia prima avventura, La vendetta dell'uomo che non era mai nato, anche sul Suo sito, e mi congratulo con Lei per tutte le iniziative che ha organizzato in tutti questi anni, alla Libreria del Giallo e altrove, e per quelle che, sicuramente, continuerà a organizzare!
Ora non mi resta che salutarLa cordialmente, anche a nome di Elena Fox, che era presente Sabato 7 Marzo 2009 alla presentazione di Crimini di regime, sperando di poterLa rivedere al più presto (sempre in incognito, naturalmente!).


Con simpatia (spero!),
Mister Noir